Alessandro Rosario Rizza


Artefatto

L’opera è stata selezionata e presentata all’interno della Esposizione collettiva europea Artefatto ed è stata esposta all’interno del prestigioso Palazzo Gopcevich di Trieste.

L’immagine ripropone un luogo della tradizione cittadina, la città vecchia con i suoi vicoli scanditi da luci e ombre, rievocando l’omonima poesia di Umberto Saba che ha ispirato Fabrizio De Andrè. 

Il noto fotografo Giancarlo Torresani, nel segnalare l’opera, ha osservato che “non si ritrova nel materiale d’epoca uno scorcio della città vecchia. Mi fa pensare che contrariamente a Piazza Unità, al Castello di Miramare, alla Cattedrale di San Giusto, pochi sono gli scatti realizzati e prodotti sulla città vecchia, sulla quale invece non mancò di scrivere Italo Svevo. In un passaggio della Coscienza di Zeno, Svevo scrive “poi, giunto in Via Cavana dovetti rallentare dalla folla che ostruiva la stretta via. La fotografia che si aggancia a questa frase di Italo Svevo è quella di Alessandro Rosario Rizza. Un’immagine emblematica: questa stretta via, nella sua oscurità, lascia intravedere una via d’uscita, una luce, una speranza nel futuro. Sono dei segni, in questo sguardo prospettico, che caratterizzano questo suo elegante bianco e nero”.


L’opera è stata esposta su supporto in alluminio opaco 50x70 nella Esposizione collettiva Europea Artefatto ed è stata pubblicata nell’omologo catalogo. Lo scatto si è aggiudicat oanche il concomitante evento Trieste Photo Cards, ed è stata eletta a opera pubblicitaria del Comune di Trieste.


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Alessandro Rosario Rizza